Sono Franz Karpanov. Mi piace accarezzare il cemento, guardare le macchie di umido sui muri, ascoltare musica pesante, mangiare cibo unto e calorico, fare le cinque del mattino, bere birra e scattare foto con tutto quello che mi passa per le mani.
E le foto le metto qui.

lunedì 19 dicembre 2011

Ma dove vuoi andare?

Ogni sasso ha una storia di millenni, ci avete mai pensato?
Il mondo è così grande che mette paura certe volte, certe volte che ti aggiri per angoli deserti e ti senti lontano da un centro che non esiste perchè tutto è centro e periferia allo stesso tempo. Io amo questa mia piccola terra triangolare con la sua gente che mi fa incazzare per la sua passività ma anche questo stupendo cielo azzurro inverno e il mio espresso macchiato e i muri scrostati e l'aria pulita e la cucina orgasmica.
La amo davvero ma a volte mi prende alla gola un'immensa voglia di proiettarmi lontano da qui, magari in Germania ad ubriacarmi di industrial a tutto volume, o in Australia a filare a tutto gas su una Holden v8 sollevando nuvole di terra rosso outback. O in Norvegia sulla cima di fiordi che trafiggono la nebbia dove non ci sono colori se non il bianco e il verde pallido del muschio. O ancora arrancare su una Ural sidecar sferragliante e stracarica di bagagli per la steppa russa, immensa e gelida e infinita. O a cuba, magari a bere rum nel caldo soffocante di una notte d'estate con un sottofondo di musica locale.
Per adesso - però - resto qui, e queste rotaie vuote e questo piccolo cielo siciliano sembrano ripetermi beffardamente lo stesso ritornello: ma dove vuoi andare? Dove?






venerdì 9 dicembre 2011

Piovono fottuti pezzi di plastica colorata

Piovono anche se restano fermi.
Piovono fottuti pezzi di plastica colorata e il sole è dalla parte sbagliata, i conti non tornano, i lacci si stringono, la terra frana e io ho l'acidità di stomaco, la nausea per una mozzarella radioattiva incautamente divorata la sera prima e un mal di testa da martellamento pneumatico alle tempie.
Disagi fisiopsicologici a palla. E fottuti pezzi di plastica colorati che piovono fermi davanti alla finestra sprangata.
E il sole che è dalla parte sbagliata.
E mi fa male la testa.
E la mozzarella radioattiva e la deprivazione di sonno e cazzo sto diventando ripetitivo.
Ciao.



sabato 3 dicembre 2011

Croci e croci e ancora croci

Stavolta niente sarcasmo anticlericale.
La statua si distingueva a malapena tanto era carica di rosari.
Questa era in un ospedale, appostata in fondo al corridoio accanto alla finestra di alluminio anodizzato che fa sentire freddo solo a guardarla.
Mi ha messo addosso una tristezza enorme perchè ogni rosario è per uno che è passato di lì, che ha sofferto sotto i ferri e che ha mangiato il cibo schifoso da ospedale e che si è addormentato sotto la luce pallida dei neon.
Brutte storie che si accavallano una sull'altra e diventano un unico groviglio di dolore.
Non volevo farvi seccare le palle di sabato sera, però cazzo godiamoci ogni attimo di gioia e non lasciamo andare nulla che non sappiamo dove potremmo finire domani.
Ok la pianto, ciao.


venerdì 2 dicembre 2011

Mojito fuori stagione

Oggi qualche ora d'estate si è persa dall'altra parte dell'anno e ha sorpreso questo piccolo mondo immerso nel sonno, in attesa di risvegliarsi a nuove notti profumate di leffe blonde e long island e mojito all'ultima spiaggia e passeggiate in riva al mare, al ritmo di pizzica che non sapevo ballare e discussioni su trilobiti e radiolari, politica utopica, filosofia spicciola, fotografia, allenamenti massacranti e musica e cinema e cortometraggi e quadri appesi lì con nomi sconosciuti che erano diventati ormai parte dell'arredamento.
Tra qualche mese saremo di nuovo tutti qui seduti al tavolino o buttati sui materassi umidi, o forse anche da qualche altra parte, ma in un modo o nell'altro ci saremo di nuovo, e ci siamo anche adesso.
A presto.