Sono Franz Karpanov. Mi piace accarezzare il cemento, guardare le macchie di umido sui muri, ascoltare musica pesante, mangiare cibo unto e calorico, fare le cinque del mattino, bere birra e scattare foto con tutto quello che mi passa per le mani.
E le foto le metto qui.

sabato 30 novembre 2013

Qui si distruggono cose.

Sì, ha un suo fascino decadente e una sinistra bellezza, per questo l'ho fotografata.
Questa è una fabbrica al contrario: si distruggono cose. Principalmente ottimismo, sogni, creatività, pensiero individuale, fiducia nella razza umana e via dicendo. A distanza di anni è tutto sepolto e quasi dimenticato, ma anche oggi quando ci ripenso mi viene un misto di tristezza e voltastomaco.




venerdì 29 novembre 2013

Incontri ravvicinati del terzo tipo.

Un giro pomeridiano con il cielo nuvoloso e gli Ordo Rosarius Equilibrio di sottofondo. Andando un po' a zonzo sono arrivato all'incrocio Avola - Noto - Calabernardo - Lido di Noto e mi sono imbattuto in questi lampioni a forma di disco volante di cui parlavo con un amico qualche tempo fa. In effetti spiccano, ma resta da stabilire se deturpano il paesaggio o lo abbelliscono.
Siccome il mio gusto è alquanto perverso a me piacciono, e a voi?


martedì 26 novembre 2013

Non avete dove andare

Foto demotivazionali per voi, che trasudano ottimismo e allegria. 
Allora, primo: non avete dove andare, solo alluminio su cui sbattere la testa. Secondo: 'sti cazzi.
Ciao.



sabato 23 novembre 2013

Eh sì la vita è tutto un trip

Effetti prodotti dalla sovraeccitazione neuronale indotta dalla caffeina. Per questo qui solo colori brutali e contrasti impossibili. E gente ignota che vaga apparentemente senza meta. E in fondo, qual'è l'unica meta possibile nella vita di ognuno di noi? Il bar, il bar col caffè e le sigarette e le chiacchiere e la sera Tennent's Strong Lager e Jack Daniels.
Perchè sì, la vita è tutta un trip.










venerdì 22 novembre 2013

Non è che uno può fare sempre disquisizioni filosofiche

Lascio a Pimpi - protagonista dello scatto - il compito di scrivere due righe sulla foto qui sotto.

Chi sei tu? Cosa vuoi? Cos'è quella cosa che mi punti addosso? Oh. Ha fatto click. Perchè ha fatto click? Dov'è la palla? Giochiamo con la palla?
Eh?
Mi piace la palla. Hai finito? Corriamo? Giochiamo con la palla? Dove vai? Oh, la palla! Ecco dov'era la palla!

Alla prossima.



mercoledì 20 novembre 2013

Ancora muri, albero sole e palo

Sono andato a scavazzarmi il solito caffè al bar e stavolta ci sono andato a piedi. E mi sono reso conto che in pratica è dietro l'angolo e non c'era motivo di andarci in macchina tutte le altre volte. E stavolta caffè macchiato che è un po' contro la mia etica perchè il caffè macchiato è per la colazione.
Comunque, niente foto di tazzine di caffè che non siamo su instagram, tranquilli.
Invece lungo la strada c'era questo muro buttato lì senza nessuna funzione logica e siccome queste cose mi fanno eccitare gli ho fatto una foto. Che è quella qui sotto. E poi il palo e l'albero entrambi protesi a prendersi la luce del sole che era già mezzo tramontato anche se erano le quattro e spicci. Click pure qui.
Ciao.





martedì 19 novembre 2013

Seacide II

Tempo fa avevo scattato una foto simile e l'avevo chiamata "Seacide" che suona come un mix tra "seaside" (mare) e "suicide" (suicidio, perchè sono ottimista e ve lo devo far sapere per forza). Questa l'ho scattata questo pomeriggio, che poi pomeriggio che era notte perchè ormai siamo in inverno o giù di lì, e il mare era agitato e c'era freddo e umidità a palla.
Ciao.


Hobby line, in attesa, segnali, giornata limpida, mal di gola.

E niente, eravamo fermi davanti a hobbyline ad aspettare persone per andare a vedere cose. In macchina, e a destra c'era il capannone di hobbyline e questo coso bianco che non ho mai saputo cos'è. E gli ho fatto una foto perchè mi piaceva il rosso e il bianco e l'azzurro messi assieme. E la staticità e il peso contro il cielo.
Bah e poi c'erano i segnali stradali che non erano male nemmeno e ho fatto una foto pure a quelli.
Ciao.




domenica 17 novembre 2013

Le cose parlano

Io non sono uno che fotografa i prati e gli arcobaleni e i fiori. Di solito almeno, ma perchè non mi dicono niente, la natura è una macchina che si autosostiene facendo sì che i pezzi di cui è fatta si scannino a vicenda. Non c'è niente di bello e di poetico in tutto questo. Le cose fatte dall'uomo invece sono interessanti, le cose fatte dall'uomo parlano. Tutto ciò che è umano, l'amore, la malinconia, la rabbia, la speranza, la dolorosa o esultante percezione dello scorrere del tempo, ecco, tutto ciò che umano trasuda dalle cose che l'uomo fa. Ti sussurra lungo le crepe dell'intonaco di un muro, lo vedi riflesso nel vetro di una finestra, te lo senti sotto i piedi che ti sostiene con la ruvida forza del cemento.
Oggi sono tornato a Calabernardo con una macchina fotografica dopo tanto tempo (vedi il vecchio post "Mojito fuori stagione") e ho scattato altre foto. E le cose mi hanno parlato diversamente, come sempre succede.
Alla prossima.









lunedì 19 dicembre 2011

Ma dove vuoi andare?

Ogni sasso ha una storia di millenni, ci avete mai pensato?
Il mondo è così grande che mette paura certe volte, certe volte che ti aggiri per angoli deserti e ti senti lontano da un centro che non esiste perchè tutto è centro e periferia allo stesso tempo. Io amo questa mia piccola terra triangolare con la sua gente che mi fa incazzare per la sua passività ma anche questo stupendo cielo azzurro inverno e il mio espresso macchiato e i muri scrostati e l'aria pulita e la cucina orgasmica.
La amo davvero ma a volte mi prende alla gola un'immensa voglia di proiettarmi lontano da qui, magari in Germania ad ubriacarmi di industrial a tutto volume, o in Australia a filare a tutto gas su una Holden v8 sollevando nuvole di terra rosso outback. O in Norvegia sulla cima di fiordi che trafiggono la nebbia dove non ci sono colori se non il bianco e il verde pallido del muschio. O ancora arrancare su una Ural sidecar sferragliante e stracarica di bagagli per la steppa russa, immensa e gelida e infinita. O a cuba, magari a bere rum nel caldo soffocante di una notte d'estate con un sottofondo di musica locale.
Per adesso - però - resto qui, e queste rotaie vuote e questo piccolo cielo siciliano sembrano ripetermi beffardamente lo stesso ritornello: ma dove vuoi andare? Dove?






venerdì 9 dicembre 2011

Piovono fottuti pezzi di plastica colorata

Piovono anche se restano fermi.
Piovono fottuti pezzi di plastica colorata e il sole è dalla parte sbagliata, i conti non tornano, i lacci si stringono, la terra frana e io ho l'acidità di stomaco, la nausea per una mozzarella radioattiva incautamente divorata la sera prima e un mal di testa da martellamento pneumatico alle tempie.
Disagi fisiopsicologici a palla. E fottuti pezzi di plastica colorati che piovono fermi davanti alla finestra sprangata.
E il sole che è dalla parte sbagliata.
E mi fa male la testa.
E la mozzarella radioattiva e la deprivazione di sonno e cazzo sto diventando ripetitivo.
Ciao.



sabato 3 dicembre 2011

Croci e croci e ancora croci

Stavolta niente sarcasmo anticlericale.
La statua si distingueva a malapena tanto era carica di rosari.
Questa era in un ospedale, appostata in fondo al corridoio accanto alla finestra di alluminio anodizzato che fa sentire freddo solo a guardarla.
Mi ha messo addosso una tristezza enorme perchè ogni rosario è per uno che è passato di lì, che ha sofferto sotto i ferri e che ha mangiato il cibo schifoso da ospedale e che si è addormentato sotto la luce pallida dei neon.
Brutte storie che si accavallano una sull'altra e diventano un unico groviglio di dolore.
Non volevo farvi seccare le palle di sabato sera, però cazzo godiamoci ogni attimo di gioia e non lasciamo andare nulla che non sappiamo dove potremmo finire domani.
Ok la pianto, ciao.


venerdì 2 dicembre 2011

Mojito fuori stagione

Oggi qualche ora d'estate si è persa dall'altra parte dell'anno e ha sorpreso questo piccolo mondo immerso nel sonno, in attesa di risvegliarsi a nuove notti profumate di leffe blonde e long island e mojito all'ultima spiaggia e passeggiate in riva al mare, al ritmo di pizzica che non sapevo ballare e discussioni su trilobiti e radiolari, politica utopica, filosofia spicciola, fotografia, allenamenti massacranti e musica e cinema e cortometraggi e quadri appesi lì con nomi sconosciuti che erano diventati ormai parte dell'arredamento.
Tra qualche mese saremo di nuovo tutti qui seduti al tavolino o buttati sui materassi umidi, o forse anche da qualche altra parte, ma in un modo o nell'altro ci saremo di nuovo, e ci siamo anche adesso.
A presto.








martedì 29 novembre 2011

Posta

A zonzo per ortigia l'anno scorso o giù di lì, pieno di persone che si arrabbattano per negozi alla ricerca di cose che non gli servono e che in fondo nemmeno vogliono se non per riempire il buco della loro / nostra incomprensibilità.
E' stato un attimo in fondo: un secondo di pausa dalla confusione delirante, uno sguardo fugace, e io e la cassetta della posta ci siamo capiti al volo.
Click.


domenica 27 novembre 2011

Rivelazioni apocalittiche della domenica

Pre pranzo con ancora i postumi di troppa vodka e troppa birra e troppo movimento e troppe discussioni confuse nel tumulto del vodoo doll in una notte tirata fino alle sei di mattina..
Oggi sono uscito da solo e ho trovato il mio piccolo derelitto paradiso personale, immerso nel silenzio della domenica mattina con l'acqua che scorre e le palme e la ruggine e la spazzatura multicolore sparsa a piccole dosi come cacao in polvere sul caffè macchiato.
Voglio vivere qui.